«Da che parte?» domandò sua moglie, e lui la guardò come se non la riconoscesse, paralizzato dalla travolgente, sconvolgente sensazione che lei, e tutte le altre persone che stavano passeggiando lungo le rive o sul ponte fossero delle marionette insignificanti, tirare da un filo. I loro passi erano scatti sbilenchi, un’imitazione orribile di passi veri, di come sarebbero dovuti essere nella realtà; e il viso di sua moglie — gli occhi azzurro porcellana, la bocca truccata troppo pesantemente, il nuovo cappello primaverile indossato con inclinazione sbarazzina — non era altro che una maschera, dipinta alla svelta dalla mano di un maestro, la mano che reggeva le marionette, su quel pezzo di legno inanimato, quel legno da fiammiferi in cui erano intagliati i fantocci.

Daphne du Maurier, L’alibi (via frammento)